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Contest ‘Un murales per l’ Alzheimer – Giornata Mondiale Dell’ Alzheimer 2013

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Sabato scorso, nel Centro Diurno Arioli Dolci di Treviolo, si è conclusa la prima edizione del concorso “Un murales per l’Alzheimer” svoltosi in occasione della XX giornata mondiale dell’Alzheimer. Un’iniziativa che è nata dalla Cooperativa Sociale Servire in collaborazione con l’Associazione “Primo Ascolto Alzheimer”, CAG “Il graffio” e con il patrocinio del comune di Treviolo.

Il concorso aveva come obiettivo la realizzazione di un murales realizzato con la tecnica di spray-art, più comunemente conosciuta come graffiti, dove si chiedeva di rappresentare la malattia di Alzheimer avendo come tema iniziale la frase: “i labirinti della mente”. A tale scopo ciascun partecipante doveva inviare un bozzetto accompagnato dai suoi dati e dalla spiegazione dell’opera.

Il termine di consegna era fissato per il 12 settembre e il 18 settembre sono stati proclamati i tre finalisti, che sono risultati i seguenti:

Nel pomeriggio del venerdì seguente si è dato il via ai lavori sul muro:

Finalmente è giunto il sabato, il grande giorno, a partire dalle ore 15,00 e fino alle 18,00 i quattro artisti hanno dato corpo, colore e dettagli alle rispettive opere, il tutto accompagnato da musica Hip Hop americana e spagnola che li ha aiutati nel trovare l’ispirazione e ad alleggerire un po’ il lavoro mentre sulle nostre teste si abbatteva un sole fuori dal comune per il periodo in cui ci troviamo. Ovviamente non è mancata la gente che si avvicinava al muro per contemplare da vicino il processo di creazione di questi giovani artisti.

Quando finalmente le opere sono state terminate e dopo una breve spiegazione delle stesse da parte dei loro realizzatori, la giuria ha potuto emettere il suo giudizio. La giuria era composta da Gabriella Gamba (Presidente dell’Associazione “Primo Ascolto Alzheiemr”), Giuseppe Poli (Membro del direttivo di Primo Ascolto Alzheimer e volontario degli Alzheimer Cafè), Stefania Becciu (Presidente dell’Associazione Famigliari malati di Alzheimer di Serrenti – Sardegna), Luca (Geometra e espero tecnico), Vincenzo Rabia (in rappresentanza della Cooperativa Servire) e Alejandro Gonzàlez (Autore del blog “Mariposas del Alma”). Il processo di votazione si è così svolto:  venivano assegnati 3, 2 e 1 punto da suddividere tra le tre operare finaliste nelle categorie: Tecnica, Bellezza e Simbolismo. Da queste tre votazione usciva il punteggio finale di ciascuna opera da parte di ciascun membro della giuria e a sua volta, la somma di tutti i membri, andava a stabilire la classifica finale.

Durante il momento della votazione c’è stato un momento emotivo e speciale quando è stata trasmessa la canzone “Un motivo in più” dell’artista di Hip Hop Sardo “Kumalibre”. La canzone ci è stata ceduta gratuitamente dallo stesso artista per la riproduzione durante il concorso. Questa canzone era stata scritta dallo stesso Kumalibre per il padre malato di Alzheimer.

Dopo la raccolta e il conteggio dei voti abbiamo proceduto alla proclamazione:

Al terzo posto con 22 punti, vincitori di un buono spesa del valore di 150 euro: Roberto Scotti e Marco Medici con la loro opera “Memento”

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In seconda posizione con 35 punti, vincitore di un buono spesa del valore di 300 euro: Alex Carsana con l’opera “Only”

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Al primo posto con 51 punti, vincitore di un buono spesa del valore di 600 euro: Andrea Casillo con l’opera “Labirinti della mente, alla ricerca di una connessione”

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Questa giornata speciale si è chiusa con un abbondante e rinfrescante aperitivo a beneficio degli artisti e del pubblico presente.

La migliore soddisfazione di questa iniziativa è stata quella di poter avvicinare, per un giorno, i giovani, i meno giovani e gli anziani, tutti uniti per la stessa motivazione, tanto importante e che ci preoccupa a tutti, come è il tema dell’Alzheimer. Ma senza dubbio il momento più gratificante per me è stato vedere uno dei malati che frequentano il Centro Diurno piangere e emozionarsi di fronte all’opera vincitrice e dopo che l’artista gli ha regalato il suo guanto (che aveva utilizzato durante la realizzazione dell’opera).

Momenti così meritano lo sforzo di molta gente e fanno si che ne valga la pena.

A.G.P.

Mariposas del alma.

Galleria:

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Concurso ‘Un mural por el #Alzheimer’ – Día Mundial del Alzheimer 2013

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El pasado sábado se llevo a cabo la primera edición del concurso ‘Un mural por el Alzheimer’ con motivo del XX ‘Día Mundial del Alzheimer’ en el Centro Diurno Arioli Dolci de Treviolo (Bérgamo – Italia). Una iniciativa que nace de la Cooperativa Social Servire con la colaboración de la asociación ‘Primo Ascolto Alzheimer‘, ‘Il graffio‘ y el patrocinio del ‘Comune di Treviolo‘.

El concurso pretendía llevar a cabo un mural de sprayart o más comúnmente conocido como graffiti donde se representase la Enfermedad de Alzheimer dando como tema de inicio la frase “el laberinto de la mente”. Para ello cada participante envió un boceto con su diseño, sus datos y la explicación de la obra.

El plazo de recepción de participantes fue hasta el 12 de septiembre, proclamándose los tres finalistas el día 18 que son los siguientes:

Posteriormente el viernes por la tarde iniciaron en el muro:

Al fin el sábado llegó el gran día y a partir de las 15:00 hasta las 18:00 los cuatros artistas fueron dando cuerpo, color y detalle a sus respectivas obras, todo ello acompañado de música hip hop americana y española que ayudó a que la inspiración de los artistas y la realización del trabajo fuese más llevadera mientras sobre nuestras cabezas se imponía un sol de justicia para las fechas en las que nos encontramos. Por supuesto no faltó la gente que se arrimaba al muro para contemplar de cerca el proceso de creación de estos jóvenes artistas.

Al fin las obras estaban terminadas y tras una breve explicación de ellas por parte de sus creadores, el jurado podía emitir su valoración. El jurado estaba compuesto por Gabriella Gamba (Presidenta de ‘Primo Ascolto Alzheimer’), Beppe Poli (Direttivo de ‘Primo Ascolto Alzheimer’ y encargado de los ‘Alzheimer Café’), Stefania Becciu (Presidenta de la ‘Asociación de Enfermos de Alzheimer de Serrenti – Cerdeña), Luca (Ingeniero y experto técnico), Vincenzo Rabia (En representación de la Cooperativa Servire) y Alejandro González (Autor del blog ‘Mariposas del alma’). El proceso de votación fue el siguiente: debía adjudicarse 3, 2 y 1 punto a repartir entre las tres obras finalistas en las categorías de técnica, belleza y simbolismo dando la suma de estas tres categorías la puntuación final de cada obra por parte de cada miembro del jurado, a su vez la suma de todos los miembros otorgaba las posiciones finales de cada una.

Durante el proceso de votación hubo lugar a un momento emotivo y especial ya que todos juntos escuchamos la canción ‘Un motivo in più’ del artista de hip hop de Cerdeña “Kumalibre”. Esta canción, cedida gratuitamente para su reproducción en el concurso por el artista, la escribe a su padre enfermo de alzhéimer. Podéis leer la letra en el archivo adjunto.

Tras la recogida y recuento de votos procedimos a la proclamación de las posiciones finales.

En tercera posición con 22 puntos y ganadores de un cheque regalo por valor de 150€: Roberto Scotti y Marco Medici con su obra ‘Memento’

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En segunda posición con 35 puntos y ganador de un cheque regalo por valor de 300€: Alex Carsana con su obra ‘Only’

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En primera posición con 51 puntos y ganador de un cheque regalo por valor de 600€: Andrea Casillo con su obra ‘Labirinti della mente alla ricerca di una connessione’

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Cerramos esta jornada especial con un abudante y refrescante aperitivo para disfrute de los artistas y todo el publico asistente.


La mayor satisfacción de esta iniciativa ha sido poder acercar durante una jornada a los jóvenes, no tan jóvenes y a la gente mayor todos unidos por un mismo tema, tan importante y que nos atañe a todos como es el alzhéimer. Pero sin duda alguna el momento más satisfactorio para mí fue ver a uno de los enfermos residentes del Centro Diurno llorando y emocionado ante la explicación de la obra ganadora tras lo que el artista le regaló su guante (que utiliza para no mancharse las manos de pintura de spray).

Momentos así merecen el esfuerzo de mucha gente y bien valen la pena.

A.G.P.

Mariposas del alma.

El resto de la galería:

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Un abbraccio per l’ #Alzheimer – Giornata Mondiale Dell’ Alzheimer 2013

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Sabato scorso è stata la XX giornata mondiale dell’Alzheimer e a Bergamo, diversi operatori della Cooperativa Sociale Servire e un servitore, ci siamo lanciati per le strade disposti a dare un “Abbraccio per l’Alzheimer” a tutti quello che erano disposti a riceverlo.

L’iniziativa non solo si proponeva di condividere affetto, emozioni ed allegria, ma anche di diffondere il motivo della giornata e rivendicare la situazione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie.

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E’ stata una giornata che ha portato i suoi frutti, però, quando mi sono ritrovato a casa tranquillo a riflettere, la sensazione che mi è rimasta era di paura e sofferenza.

Da una parte incontravi gente ai quali gli spiegavi il perché degli abbracci e che appartenevamo ad un Centro Diurno Alzheimer e ti rispondevano “Spero di non dovervi mai vedere!” con una gran paura nella voce per poter essere loro un giorno a soffrirne o a dimenticare.

Ma siccome nel club del tedesco siamo già in molti soci, incontravi anche molta gente che già conosceva la malattia per aver avuto dei casi nella sua famiglia e precisamente loro erano quelli che meno volevano essere abbracciati, non volevano che gli si ricordassi che giorno era oggi, che si parlasse del tema ne tanto meno che si menzionasse il nome del tedesco.

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Ho potuto avvertire molta sofferenza tra la gente colpita, talmente tanta che gli impedisce di esprimersi, condividere e diffondere; tutto ciò è controproducente per la propria persona e per tutta la società. Siamo nella seconda decade del XXI secolo e ogni volta siamo sempre più vicini al momento in cui questa malattia si possa convertire nella pandemia mondiale del secolo ma ugualmente la gente continua ad avere molta paura e sofferenza e non vuole vederlo e nemmeno sentirne parlare; nel frattempo, la società e le sue istituzioni, vanno avanti mettendo le pezze a un transatlantico che fa acqua da tutte le parti. Rattoppi insufficienti, inefficaci e soprattutto silenziosi, perché questa malattia continua ad essere sotterranea rispetto al tessuto sociale della popolazione. In questo senso non importa che sia Italia o Spagna perché i problemi sono gli stessi, le stesse paure e le stesse sofferenze perché l’Alzheimer è universale.

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Conosco il dolore, la sofferenza che si sente perché sono dieci anni che vivo nel “Club del tedesco”, capisco e comprendo, ma allo stesso tempo occorre dire BASTA. Basta lamentarci. Io già da molto tempo ho svuotato tutta la mia tristezza e mi sono stancato di darmi pena giorno dopo giorno senza fare nulla per porvi rimedio. E’ una realtà che non va a cambiare per quanto tu possa permanere in questa condizione, così come cambiando il tuo modo di essere non fa si che si curino i malati di Alzheimer, questo è certo, però possiamo scegliere e chiedere aiuto alle strutture per dargli una vita che sia la più dignitosa possibile e per consentire a chi si prende cura di loro di vivere. Abbiamo una vita davanti, sogni, speranze, che non possiamo e non dobbiamo gettare nella spazzatura.

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Ancora oggi piango molte volte quando penso a mia madre e alla sua condizione, ma l’altro giorno sono sceso in strada ad abbracciare con un sorriso permanente sul volto, con voglia di abbracciare tutti molto forte e ogni giorno cerco di combattere e apportare il mio granello di sabbia per il benessere di mia madre e di tutti i malati di Alzheimer, chiunque essi siano, nel tempo che vivo la mia vita e lavoro per raggiungere i miei sogni.

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Per loro, per me.

A.G.P.

Mariposas del alma.

Las arrugas están en la piel pero no en el alma – @arrugaspelicula llega a #Italia

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El pasado jueves 23 de mayo tuvo lugar el estreno en Italia de la película ‘Arrugas’. Entre los diversos lugares donde se llevó a cabo la proyección uno de ellos fue los cines ‘Conca Verde’ de Bérgamo junto con la participación de diversas Asociaciones de Alzheimer. Entre las participantes estuvo la ‘Cooperativa Social Servire’ con la que me une un trato directo y varias colaboraciones. La última de ellas es la que quiero compartir con todos vosotros, un análisis de la película desde un aspecto más “cinematográfico” como espectador y como español, el cual se utilizó para la posterior charla que se llevó a cabo al finalizar la película. El aspecto más clínico de la enfermedad en la película fue realizado por ellos ya que es un ámbito que conocen y manejan a diario. Deseo que os guste el artículo.

Sin título

‘Arrugas’ marcó un antes y un después en la historia del cine y de la animación española cuando en 2012 logró el ‘Goya’ al mejor guion adaptado imponiéndose a guiones como el de ‘Khatmandú’ de Icíar Bollaín o el de ‘La piel que habito’ del Oscarizado Pedro Almodóvar marcando así un hito puesto que era la primera vez que una película animada se alzaba con el premio en esta categoría. Ni falta hace decir que también se alzó con el Goya a la mejor película de animación, la nominación en los European Films Awards y una larga lista de premios y nominaciones en los Annie, Anima 2012, Cartoon Movie 2012, Festival Cinespagno Nantes, Festival de Cine de Animación de Stuttgart y Premios Mestre Mateo 2012. Ha estado presente en 4 festivales nacionales y más de 20 internacionales. Ahora ha llegado la oportunidad de disfrutar de esta obra maestra aquí, en Italia.

Arrugas nace de la novela gráfica homónima escrita por Paco Roca que a su vez es uno de los encargados de adaptar el guion para la película. Paco Roca, historietista español dedicado a la novela gráfica y la ilustración publicitaria, Premio Nacional del Cómic 2008 precisamente con ‘Arrugas’, decide un día tratar el tema de la vejez, la soledad, la amistad y todo ello desde el enfoque de la enfermedad de Alzheimer. Para ello se basa en la experiencia de un amigo suyo el cual su padre padece alzhéimer, en sus padres que a pesar de estar bien tienen “sus cosillas” y documentándose acudiendo a residencias, tratando con los enfermos. El cómic se diferencia de la película básicamente en el lenguaje, se utiliza un lenguaje más fuerte pero también más pausado y sobre todo dirigido a un público adulto que es a quienes está dirigido este mercado; en cambio en la película se suaviza, se agiliza para poder llegar igual tanto a niños, jóvenes y adultos.

La finalidad de la película se resume claramente en la frase que aparece en la parte final “Dedicada a los ancianos de hoy, ancianos de mañana” con la que pretende concienciar al espectador que la vejez es una etapa más de la vida no desconectada de ella igual que es la infancia, la juventud y la madurez. Siguen siendo personas a tener en cuenta, con las que tratar y con las que vivir porque el día de mañana nosotros seremos “ellos”. Además persigue otros dos objetivos muy definidos como son: Dar a conocer la enfermedad de Alzheimer a la sociedad y mostrar que ni la vejez ni la enfermedad deben impedir vivir la vida, las arrugas solo están en la piel pero no en el alma.

 Sus muchos los cortos, documentales y películas que han usado el alzhéimer como eje, argumento, temática o elemento de desarrollo pero siempre en ficción con personajes reales. No es fácil interpretar una enfermedad que no tienes y menos una tan particular donde desconocemos realmente qué y cómo se sienten los enfermos lo que hace a pesar de los esfuerzos de los actores no consigan transmitir correctamente la emoción al espectador, que se queda como un elemento externo que lo contempla desde fuera pero sin meterse dentro, en la piel de lo que ve y experimentar ese sentimiento. Contrariamente a lo que mucha gente piensa, que unos dibujos animados y por tanto no reales no pueden transmitir ni reflejar la realidad de la enfermedad, llegando incluso a que los niños puedan pensar que es tan fantástico como los animales de Disney que hablan, he de decir que no estoy para nada de acuerdo.

La animación es el elemento perfecto para la transmisión del mensaje, sencillo, cercano, agradable, fluido. Si nos fijamos en los personajes no tienen facciones marcadas sino claras y suaves, son rostros no definidos en la particularidad y sí en la generalidad por lo que a cada uno de nosotros fácilmente nos evocará a ese abuelo/abuela o persona mayor que conocemos pudiendo hacer el personaje algo nuestro y sumergirnos en la historia con un vínculo personal y afectivo. Todo funciona bajo esta premisa, la residencia no evoca a ninguna particular sino que podemos asociarla a la que nosotros conocemos, las habitaciones, las barras laterales del pasillo, el carrito de las medicinas, etc. Sabemos que nuestros mayores enfermos se evaden de la realidad y ven cosas que nosotros no vemos, que forma más sencilla de representar la fantasía que a través de la animación como por ejemplo ese compartimento de tren que se dirige a Estambul o esos marcianos que persiguen a la pobre mujer, ¿de veras podrías representar esa fantasía que es real para ellos en una ficción de personajes reales? No lo creo y por eso ‘Arrugas’ transmite tanto y emociona intensamente.

El cariño y la delicadeza con la que se trata la enfermedad se percibe a lo largo de la película en muchísimos ejemplos: Ese niño asustado ante su primer día de colegio, ese día en la playa junto a tu mujer e hijo y de repente una niebla empieza a taparlo todo, las escenas de Dolores y Modesto y la historia de porqué le llamaba tramposo (una de las mejores y más emotivas escenas de toda la película), etc.

No carece tampoco de una parte crítica, no pretende hacer crítica sino que refleja una realidad que debemos entender que no es la que debería ser: La deshumanización en muchos de los centros profesionales donde todo es muy clínico, limpio y profesional pero donde falta amor, comprensión y un simple abrazo. El desentendimiento de muchos familiares que dejan apartado a la persona mayor en un centro y del que literalmente se olvidan, salvo un par de veces al año. Esto último queda magníficamente reflejado en la película cuando por Navidad el parking que habitualmente está vacío está ahora en cambio lleno, finaliza el día, se vuelve a vaciar y vuelve a la normalidad.

Como conclusión final solo me queda decir que además de emocionarte no transmite un mensaje triste ni negativo sino que refleja las ganas de vivir, de disfrutar, la amistad y el ser positivos. Te hace partícipe de una situación que es la de la gente mayor, te la muestra y te “pide” que te impliques, que la disfrutes y que sonrías con ellos.

Artículo realizado por: A.G.P Mariposas del alma.

Entrevista a Rosangela Crespolini – Cuarta parte

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“Si no fuera lo que soy me gustaría ser un pez”

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Cuarta parte de la entrevista a Rosangela Crespolini; Directora del Centro Diurno de Alzheimer Arioli Dolci de Treviolo, en Bérgamo (Italia).

En esta cuarta parte hablamos de modo personal, gustos, aficiones, etc.

Escucha la entrevista aquí:

http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-iv_md_1689193_1.mp3″

Link de descarga directa: http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-iv-audios-mp3_rf_1689193_1.html

Entrevista realizada en Treviolo el 06/12/12.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma.

Entrevista a Rosangela Crespolini – Tercera parte

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“En Italia admiramos mucho a los españoles que salen a la calle a reclamar sus derechos, nos gustaría que nuestra gente hiciese lo mismo”

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Tercera parte de la entrevista a Rosangela Crespolini; Directora del Centro Diurno de Alzheimer Arioli Dolci de Treviolo, en Bérgamo (Italia).

En este terce bloque hablamos sobre la conexión personal con España y su idioma pero sobre todo debatimos sobre la situación sanitaria, social y económica de Italia y España.

Escucha la entrevista aquí:

http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-iii_md_1683622_1.mp3″

Link de descarga directa: http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-iii-audios-mp3_rf_1683622_1.html

Entrevista realizada en Treviolo el 06/12/12.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma.

Entrevista a Rosangela Crespolini – Segunda parte

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“Mire a los ojos a Guillermo y me bastó para entender que era una persona muy limpia y que tenía un gran corazón”

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Segunda parte de la entrevista a Rosangela Crespolini; Directora del Centro Diurno de Alzheimer Arioli Dolci de Treviolo, en Bérgamo (Italia).

En este segundo bloque hablamos sobre cómo conoció a ‘La memoria es el camino’ y cómo fue el encuentro con Guillermo Nagore, también analizamos la dimensión alcanzada por el proyecto.

Escucha la entrevista aquí:

http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-ii_md_1681537_1.mp3″

Link de descarga directa: http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-ii-audios-mp3_rf_1681537_1.html

Entrevista realizada en Treviolo el 06/12/12.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma.

Entrevista a Rosangela Crespolini – Primera parte

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“Mi primera experiencia con la enfermedad de Alzheimer fue muy dura porque veía que me miraban y no entendía lo que querían decirme y lo que querían que yo hiciera”

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Primera parte de la entrevista a Rosangela Crespolini; Directora del Centro Diurno de Alzheimer Arioli Dolci de Treviolo, en Bérgamo (Italia).

En este primer bloque hablamos sobre el primer contacto con la enfermedad, funcionamiento interno del personal y estructuración del Centro, desde sus orígenes.

Escucha la entrevista aquí:

http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-i_md_1679838_1.mp3″

Link de descarga directa: http://www.ivoox.com/entrevista-a-rosangela-crespolini-i_md_1679838_1.mp3

Entrevista realizada en Treviolo el 06/12/12.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma.

Tras los pasos de @gnagore – Días 7 y 8 – El broche final

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DSCN2992El séptimo (jueves) y octavo (viernes) día de mi estancia en Bérgamo fueron más intensos a nivel personal que a nivel “profesional” por ello van resumidos en un sola y última crónica.

El jueves comenzó como todos los días, Rosangela y yo marchamos juntos al Centro, estuvimos un rato con los héroes, saludándolos, dándolos besos, abrazos y viéndolos desayunar. Al rato subimos al despacho, ella a realizar sus tareas y yo a trabajar un rato en la petición de la plataforma Avaaz, ya que se habían vuelto a poner en contacto conmigo y estando allí tuve que iniciar la maquinaria con la gente de ‘La memoria es el camino’. Ello nos permitió una “sorpresa” imprevista, me puse en contacto con Diana para tratar la petición y acabamos aprovechando la oportunidad para hacer un encuentro vía Skype Diana, Rosangela y yo. Fue una alegría ver frente a frente dos sonrisas bonitas y permanentes, que se conociesen la una a la otra. Estuvimos un rato no muy largo charlando, echándonos unas risas y dejando una promesa en firme: Rosangela y yo acudiríamos a los San Fermines a visitar a toda la gente de Navarra de ‘La memoria es el camino’. Creo que Diana ya nos teme.

Entre unas cosas y otras la mañana pasó rauda y veloz, al filo del mediodía teníamos previsto marcharnos a Milán a pasar la tarde y la noche pero antes dio tiempo a sentir por mí mismo una sesión de Reiki. Rosangela iba a ser quién me lo realizase así que nos fuimos a la sala clínica, donde hay una camilla.

Me tumbé, cerré los ojos y ella inició la música en su Ipad. Comenzó por mi cabeza pero apenas me tocaba, las manos estaban muy cerca pero no llegaban a posarse sobre mi cráneo. Aun así puedes sentir el calor que emana de la palmas de sus manos y como la electricidad conecta una palma con la otra atravesando mi cerebro (no olvidemos que el cerebro es un órgano donde las neuronas envía impulsos eléctricos unas a otras), es una sensación que me gusto, relajante y placentera en el sentido de que te encuentra a gusto, cómodo. Posteriormente las manos pasaron al pecho y después a las piernas.  Me cuentan que Guillermo cuando estuvo en Bérgamo y le realizaron Reiki se quedó completamente dormido, no fue así en mi caso, estaba tranquilo y relajado pero no hasta el punto de dormirme, supongo que sus kilometradas a pie ayudarían a ello.

DSCN2989Una vez realizado el Reiki y después de comer en el comedor de la residencia de ancianos (anexa al Centro Diurno de Alzheimer) nos marchamos Rosangela, Ramona, Vincenzo y yo a encontrarnos con Cristina en Milán. Cristina es una amiga de Rosangela que nació y vive en Milán y que iba a ser nuestra guía-compañera. Visitamos la avenida donde se encuentras todas las tiendas de firma, la Plaza del Duomo y su catedral, también el Castillo y su parque, probamos el metro de Milán, también el tranvía, caminamos por el barrio chino y terminamos cenando en un griego. Fue una espléndida tarde a pesar del frío, Milán es una ciudad que me agradó.

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El viernes estuvimos con la arte-terapeuta trabajando con los héroes. Como el resto de terapias, busca la estimulación y el desarrollo cognitivo. Diversos elementos como por ejemplo varios trozos de tela de diversos colores anudados unos a otros sirven para trabajar el sentido del tacto, la visión, la imaginación (realizando diversas figuras con ellos). Esta mañana nos acompaña también la hija de Lina. A ella le gusta asistir cuando su madre realiza terapias y todos los familiares están invitados a estar con sus enfermos dentro del centro todo el tiempo que quieran, sin restricción de horarios, consideran que deben formar parte del funcionamiento diario de sus familiares y que es beneficioso que estén con ellos allí, tanto para el enfermo como para los cuidadores familiares.

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A las tres de la tarde realizamos en el salón de actos la proyección de la película “The artist” tanto para los héroes, como para los residentes del centro anexo como de otro centro que tiene en otro lugar la cooperativa social que acudieron en mini-bus. Una película realizada en la actualidad pero ambientada en 1930, muda y en blanco y negro. Los asistentes disfrutaron, sobre todo con el perrito que salía y  que imitaba al dueño, provocando las risas entre el patio de butacas. Para finalizar la proyección, el día y sobre todo un viaje que ha sido único y tremendamente especial, comenzó a nevar por primera vez desde que aterrizase el viernes de la semana anterior. ¿Se podía haber pedido algo más? Yo creo que no.

Gracias a todos por seguir estar crónicas y nos leeremos en el futuro.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma

Tras los pasos de @gnagore: Día 6 – No son molinos mi señor, son gigantes.

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IMG_0950El miércoles, sexto día de mi estancia en Bérgamo deparó algo que llevaba tiempo deseando de ver, la terapia con los burros de Vincenzo.

Ambos nos abrigamos bien para salir al patio y nos fuimos en busca de Cangu. Cangu es un burro hembra, unos de los cuatro burros que posee el Centro Diurno Arioli Dolci. Vincenzo me iba comentando mientras la hacíamos salir de la cuadra que era la madre de los otros dos burros que habían nacido ya allí y que era la mejor para las terapias con los enfermos de alzhéimer ya que era la más dócil y tranquila de todos.

IMG_0948Nos llevamos a Cangu al patio y de uno en uno fuimos sacando a algunos de los héroes. Se les hacía entrar en contacto con el burro, poco a poco, pidiéndoles que le acariciasen, que fuesen tocando su pelaje. La textura y la suavidad (o rugosidad en las partes que estaban sucias de barro) servían de estímulo sensorial activando el sentido del tacto. Con un cepillo especial, se les limpiaba y alisaba el pelaje activando de esta forma el sentido motor. Se le requería al héroe que observase si era macho o hembra, con ello se trabaja la observación, el análisis y la elección. La cabeza del animal era de las partes más estimulantes, les tocaban y sentían la nariz fría o caliente, les daban de comer consiguiendo así un contacto directo con el animal y una interacción fuerte entre ambos. Todo ello repercute de forma positiva en la cognición de la persona.

Los burros son utilizados también en terapias con niños, con los que es posible una mayor interacción puesto que pueden montar y jugar con ellos, algo que no es posible con enfermos de alzhéimer.

Cuando ya habíamos terminado Vincenzo me animó a que montase encima del burro. Al principio no quería pero ante su insistencia, me vi subido encima de Cangu dando vueltas por el patio, cual Sancho Panza, como español que soy.  Fue divertido emular aquel personaje tan castellano de nuestro escritor más universal, Miguel de Cervantes.

DSCN2854Posteriormente  tras una parada técnica para comer, Rosangela, Ramona y yo nos fuimos al ‘Café del Alzheimer’. El ‘Café del Alzheimer’ es una cafetería situada en un centro cívico para jóvenes donde todos los miércoles se cede para que se reúnan enfermos, familiares y cuidadores de varios centros de alzhéimer de la localidad. Allí meriendan, se toman algo, juegan a las cartas, etc. y hablan sobre sus problemas y su realidad. Esa realidad que a nuestra sociedad aún le cuesta visualizar.

Para finalizar el día, marchamos a juntarnos con Flora a visitar la Cittá Alta. Flora es una de las cuidadoras del centro, nacida en la Cittá Alta que nos sirvió de buena guía y de aún mejor acompañante. La Cittá Alta es bonita y a esas horas es tranquila, agradable de pasear a pesar del frío pero sobre todo lo que más me gustó fue visitar ‘La Rocca’. ‘La Rocca’ es una torre amurallada desde la que se puede contemplar el resto de Bérgamo. A la hora que fuimos pudimos contemplar un atardecer maravilloso con un cielo rosado casi magenta, jeje.

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Después de un momento tan espiritualmente gozoso subimos con el funicular a lo más alto de la Cittá Alta, donde tomamos un aperitivo. Más tarde al bajar y visitar más partes de la ciudad finalizamos la visita cenando en una Trattoria que por las fotos que la decoraban debía llevar camino de un siglo allí. Una cena mágica con buena comida, buen vino y donde imperaron las historias que empezaban en risas y acababan en carcajadas. Hubo un momento en el que hasta la camarera se unió al buen ambiente, debía de sentir una mezcla de curiosidad y extrañeza de ver a un español rodeado de tres italianas a cada cual más loca. Por cierto, para la camarera como para el resto de mis acompañantes femeninas, Javier Bardem tiene su aquel.

Alejandro G. Paniagua

Mariposas del Alma