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Tra cinque minuti in scena

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Imagen: Web oficial de la película.

Imagen: Web oficial de la película.

Ieri ho avuto l’opportunità di assistere alla proiezione del lungometraggio “Tra cinque minuti in scena” trasmesso al  ‘Cinema Conca Verde‘ di Bergamo (Italia) dove a seguire è stato dato spazio al  dibattito con presenti sul palco Marco Malfi Chindemi (Produttore), Laura Chiossone (Regista) e Gianna Coletti (Attrice Protagonista).

La pellicola si basa sulla storia vera di Gianna Coletti e di sua madre (Anna Coletti) anziana di 90 anni che non soffre di Alzheimer o altre demenze ma che, a causa della sua avanzata età, a malapena può vedere, quasi non si muove, non si regge sulle sue proprie gambe, urina attraverso il catetere e deve essere alimentata, in sintesi, una persona dipendente come potrebbe esserlo un malato di Alzheimer e in questo uguale per quel che concerne l’assorbire le attenzioni che le vengono date dalla figlia.

La storia reale, dove madre e figlia reali sono le protagoniste e la loro casa il luogo dove viene registrato, si intreccia con la finzione; una rappresentazione di un’opera teatrale del quale esiste un parallelismo con la storia personale della protagonista (sia nell’opera teatrale all’interno della storia che nel film in se stesso) ma comunque con le sue differenze e i suoi contrasti dove emerge il sarcasmo, l’ironia simbolizzata e lo humor.

La messa in scena è pulita e predomina la casa della famiglia Coletti e il teatro che cambia in bianco e nero quando quello che vediamo sullo schermo, è la rappresentazione dell’opera che vanno a mettere in scena. Questa strategia di cambio di colore bianco e nero si inserisce molto bene in tutto il contesto della pellicola. Possiede una fotografia leggera e chiara dove non esiste uno stile scuro perché non è un film che vuole riflettere la durezza e la cupezza che fanno parte della storia, al contrario, nonostante rappresenti una situazione difficile il messaggio che viene dato è quello di sorridere alla vita e ai suoi problemi, anche se in forma sarcastica perché, come dice la protagonista nella parte finale, “Così è la vita”.

Nel dibattito che ha avuto luogo a seguire, Marco ha evidenziato che questo è un progetto indipendente, realizzato con poche risorse ma in cui lui crede fermamente e che la buona accoglienza ricevuta nei festival e il passaparola della gente, sono il loro unico mezzo di comunicazione e diffusione. Laura ha raccontato che era al suo primo lungometraggio, precedentemente aveva realizzato solo cortometraggi, videoclips e diversi lavori pubblicitari e che è rimasta affascinata dalla disponibilità di Gianna e di sua madre in merito alla realizzazione della storia, così come dal resto degli attori, che sono attori di teatro e per i quali è stata una grande esperienza di lavoro. Gianna ha riferito che quando ha proposto a sua madre di realizzare questo film, la madre ne fu felice e ci riporta alcuni aneddoti: quando c’erano le telecamere all’interno della casa di sua madre lei, che non vede bene, le chiedeva “cosa sono quelle cose li? E Gianna le rispondeva “Mamma, è la macchina fotografica grande di Laura”. Quando finirono di registrare Anna le ha chiesto quando avrebbero girato la prossima pellicola, ora era una stella e doveva firmare autografi.

La prossima settimana avete l’opportunità di vederla in Cinema Conca Verde i giorni 16, 17 e 18 alle 9 di sera. Potrebbe essere una buona opportunità di vedere una storia che lascia un buon sapore in bocca e un altrettanto buono stato d’animo, senza per questo perdere peso e contenuti.

 

A seguire vi lascio il link del traile ufficiale:

Dichiarazioni nel backstage:

Seguite il blog di ‘Mamma a carico’ dove Gianna continua la storia con sua madre:
www.mammaacarico.com/

Página di Facebook:
www.facebook.com/Tra5MinutiInScena

Pagina ufficiale:
www.tracinqueminutinscena.it/

Sinosi:

Una tenera storia di dipendenza tra una donna – un’attrice di teatro – e una madre non più autonoma, che s’intreccia tra fiction e vita reale in un quadro di passaggio tra generazioni al femminile.
Gianna è una figlia, con una madre anziana e molto ingombrante di cui prendersi cura.
È anche un’attrice, con uno spettacolo teatrale da portare in scena tra mille difficoltà.
Non da ultimo è una donna, con una storia d’amore in punta di piedi cui è difficile trovare spazio.
Un film che come un gioco di scatole cinesi racconta con il sorriso il prendersi cura di qualcuno, mixando i linguaggi del documentario, del teatro e della fiction.

Fonte: A.G.P Mariposas del Alma

Fonte della sinosi e video: Pagina ufficiale delle film

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